Appuntamenti passati e futuri

Ogni nuova stagione inizia con i primi mercatini

Per me l’anno inizia con il primo mercatino, ed i mercatini ogni anno cambiano data.

Come se vivessi perennemente in un anno bisestile, incerto e impreciso. Fra l’altro noto in questo una certa attinenza con tutto il resto, in me.


Direi però che questo anno-covid-diciannove del diavolo è un anno da dimenticare, oltre che per i motivi che tutti conosciamo perfettamente, anche dal punto di vista della mia passione. Nessun mercatino, nessun ritrovo, nessun contatto. Speriamo solo che finisca.

Vi parlerò delle ultime cose interessanti, quelle datate duemiladiciannove…
Il duemiladiciannove, ad esempio è iniziato di Settembre, a Stia, in quel posto meraviglioso che è il museo della lana del Casentino. La stagione era ancora quella sbagliata, era un caldo torrido e soffocante ma è stata lo stesso una bellissima giornata, ben organizzata e in mezzo a tanti artisti. 

Parto con grande entusiasmo

Come ogni anno, del resto. Normalmente il mio entusiasmo è ripagato dalle persone che si fermano al mio gazebo bianco e rosso. Durante ognuno dei miei amati mercatini della stagione invernale succede che un gruppo di persone passi davanti al banco parlando del più e del meno mentre butta intorno un’occhiata distratta. Fotografie sparse sulle pareti del gazebo che mi tiene al caldo. Lucine. Colori. Un sorriso mentre leggono l’insegna.

E la selezione.

Alcuni proseguono senza neanche rallentare, non portano cappelli, non gli piacciono i miei, sono perplessi. Non sono adatti ai miei cappelli.
Buona vita a loro. Ma. Ma qualcuno invece si sofferma e si avvicina incuriosito. Quelli io li amo davvero. Si provano i cappelli, sorridono, si divertono. Mi piace.
I miei copricapo sono per loro. E sono già soddisfatta. Anche se alla fine, poi scelgono di non comprare.

La stagione buona per i cappelli

Sono un’inguaribile ottimista e non cerco una cura a questo. Mi piace cercare il lato buono. Preferisco l’inverno all’estate. Dell’estate però amo la luce, è il suo lato buono, per me. E posso cucire all’aperto. Mi piace.
In inverno invece la luce è poca, ma così pulita e trasparente da riuscire a disegnare le colline fino all’orizzonte. E poi fa freddo. E ci si copre. Ed è la stagione perfetta per me che amo i cappotti, insieme ai cappelli. E gli strati. Mi piace vestirmi con tanti pezzi uno sull’altro, per poi rifinire la stratificazione con un bel cappello a chiusura ed è facile capire come questo, in inverno, sia più fattibile che in estate.

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